Chi vuole far valere il suo diritto alle ferie nei confronti del datore di lavoro ha il diritto di far intervenire il proprio avvocato senza che tale modo di agire rappresenti motivo di licenziamento.

1. Fattispecie

L’attrice è una dipendente che è stata licenziata dal suo datore di lavoro. L’oggetto del contenzioso è l’efficacia del licenziamento effettuato dalla convenuta, il quale avrebbe dovuto essere efficace a partire dal 16.05.2013. L’attrice ha stipulato con la convenuta un contratto di lavoro a tempo determinato, la cui durata era sino al 31.10.2013. Prima di firmare il contratto, c’è stato un colloquio tra le parti durante il quale l’attrice ha segnalato alla convenuta di aver già pianificato e prenotato una vacanza estiva insieme al suo marito. L’attrice ha fatto presente che avrebbe potuto firmare il contratto di lavoro solo a condizione che avesse potuto fruire del periodo di ferie per la vacanza da lei prenotata. La convenuta ha confermato di accettare tale condizione, inserendo anche il periodo di vacanza dell’attrice nel piano ferie dell’azienda. Successivamente all’inizio del rapporto di lavoro, la convenuta ha comunicato all’attrice che il periodo di ferie non poteva essere concesso specificando in un secondo tempo che, qualora l’attrice non avesse avuto intenzione di adeguarsi avrebbe anche potuto lasciare l’azienda. A tal punto l’attrice si è rivolta ad un avvocato il quale, intercedendo, chiese l’autorizzazione per la sua assistita a fruire delle ferie per il periodo previsto. La convenuta ha in seguito disdetto il rapporto di lavoro con l’attrice. Tale licenziamento è avvenuto durante il periodo di prova, l’attrice ha pertanto deciso di far valere i suoi diritti con una vertenza, finalizzata a richiedere l’accertamento dell’estinzione del rapporto di lavoro in data 31/10/2013 (fine del contratto di lavoro) e non 31/05/2013.

2. Sentenza del Tribunale del Lavoro di Dortmund del 12/02/2014 (N. di rif.: 9 CA 5518/13)

Il Tribunale del Lavoro ha ritenuto fondata la vertenza proposta dall’attrice. Il licenziamento viola il divieto di sanzioni da parte del datore di lavoro di cui all’art. 612a del codice civile tedesco BGB. La convenuta avrebbe precisato che il licenziamento non sarebbe stato dovuto alla pianificazione della vacanza ma unicamente al suo modo di procedere, cioè al fatto che l’attrice avrebbe comunicato tramite l’avvocato. L’attrice avrebbe avuto il diritto di presupporre che la vacanza già pianificata e prenotata le sarebbe effettivamente stata concessa. Dopo che le era stato negato il periodo di ferie, l’attrice avrebbe nuovamente cercato di contattare la convenuta e solo in seguito avrebbe consultato l’avvocato.

In merito, il Tribunale del Lavoro asserisce quanto segue:

„Dal punto di vista dell’attrice era comprensibile ed anche ragionevole procurarsi l’assistenza legale dall’esterno, soprattutto dopo che le persone secondo lei responsabili, in fin dei conti non le avevano concesso il periodo di ferie concordato in precedenza. Il Collegio è dell’avviso che non esiste l’obbligo di rivolgersi prima alla rappresentanza dei lavoratori oppure al direttore del personale. Ciò specialmente in considerazione del fatto che il rappresentante della convenuta aveva nuovamente specificato in sede di udienza del 12/02/2014 che i responsabili per il consenso delle ferie sarebbero i dirigenti dei rispettivi reparti. Il fatto che l’attrice sia ricorsa all’aiuto legale era comprensibile anche in considerazione del fatto che il dirigente del reparto l’aveva avvisata su una sua eventuale uscita dall’azienda qualora non fosse stata in grado di adeguarsi alle circostanze – intendendo probabilmente il rifiuto alla concessione delle ferie. E quindi il licenziamento, oggetto della vertenza, era da intendersi come sanzione come previsto dall’art. 612a BGB.”

Il licenziamento era pertanto inefficace.

3. Indicazione delle fonti

Il testo integrale della decisione è disponibile su _  _www.openjur.de/u/697935.htlm.

Avvocato Klaus Wille
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